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mercoledì 27 gennaio 2010

STUDIO DELL'UNIVERSITÀ DI PADOVA.

La religiosità rallenta demenza senile.

L'attitudine alla spiritualità si assocerebbe a una riduzione dalla velocità del decadimento cognitivo
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VENEZIA - La religiosità, intesa come attitudine alla religione o spiritualità, rallenta la progressione della demenza senile. È quanto emerge da uno studio di due ricercatori della Clinica geriatrica dell' Università di Padova, diretta dal professor Enzo Manzato e pubblicato sulla rivista «Current Alzheimer Research».


LO STUDIO - Lo studio è stato condotto su 64 pazienti affetti da Alzheimer in differenti stadi della malattia, monitorando per 12 mesi la progressione della demenza, dopo aver suddiviso gli ammalati in due gruppi: quelli con un basso livello di religiosità e quelli con un moderato o alto livello di religiosità. Per un anno i pazienti sono stati sottoposti a test per misurare il loro stato mentale e la loro funzionalità nelle attività quotidiane, sia quelle che permettono un primo grado di autosufficienza (vestirsi, lavarsi e mangiare da soli) sia quelle maggiormente complicate (come telefonare). I malati del gruppo con basso livello di religiosità hanno avuto nell'anno una perdita delle capacità cognitive del 10% in più rispetto a quelli con un livello di religiosità medio-alto. 
Le malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer non sono guaribili, farmaci e condizioni particolari di vita possono solo rallentarne la progressione. «È noto che gli stimoli sensoriali provenienti da una normale vita sociale rallentano il decadimento cognitivo - spiega il professor Manzato - ma nel caso dello studio riportato sembra essere proprio la religiosità interiore quella in grado di rallentare la perdita cognitiva. Non si tratta quindi di una ritualità cui si associano determinati comportamenti sociali, bensì di una vera e propria tendenza a credere in una entità spirituale».

(Fonte agenzia Ansa).

lunedì 24 agosto 2009

ARTICOLI: CORRIERE DELLA SERA (19 Agosto 2009).
La raccolta dei suoni perduti.
Il musicista Fabio Pianigiani e il progetto di registrare il paesaggio sonoro: dal canto del gallo al calpestio dei passi.

SIENA – L'archivio dei suoni perduti è per ora un database multimediale sul computer di Fabio Pianigiani, docente universitario e musicista, compositore di grandi successi scritti insieme a Gianna Nannini, Mario Castelnuovo, Riccardo Fogli e collaboratore di Franco Battiato. Poche registrazioni, che aumentano giorno dopo giorno, come un crescendo di una sinfonia ancora tutta da scrivere. C’è il suono di una corte toscana al mattino con il canto del gallo, il chiocciare delle galline, il calpestio della gente che cammina. C’è il suono del vento sulle Apuane che sembra un improbabile xilofono. E ancora la pioggia nella pineta della Versilia che ti proietta immediatamente nel tuo passato scolastico e nelle emozioni del decadente D’Annunzio.

SOUNDSCAPE - C’è tutto questo e molto altro ancora. E tantissimo ci sarà più avanti quando il progetto dell’Università di Siena, coordinato da Pianigiani, sarà concluso. L'idea è quella di creare un archivio multimediale dei suoni della natura e degli antichi manufatti che rischiano l’estinzione. E affiancarlo a un altro archivio dove la musica della natura e quella umana si fondono e diventano arte. «È ciò che è stato definito soundscape – spiega Pianigiani -, parola inglese che deriva da landscape (paesaggio), ovvero il paesaggio sonoro in cui viviamo, tutti quei suoni che circondano la nostra vita e compongono la colonna sonora della quotidianità. Sono semplici suoni della natura (acqua, vento, pioggia, ecc) o i suoni che caratterizzano la presenza dell’uomo».

CULTURA UMANA - Un concerto al quale purtroppo gli umani non danno la dovuta importanza. «Ed invece dobbiamo riconoscerli, ascoltarli e tutelarli – continua Pianigiani – perché fanno parte della nostra cultura umana e sono ecologia sonora». L'antropizzazione e l'inquinamento hanno cancellato suoni straordinari e altri sono a rischio. Dunque è arrivato il momento di immortalare queste emozioni. «Non solo per contribuire alla loro salvezza – spiega Fabio Roggiolani, leader dei Verdi toscani e presidente della Commissione sanità della Regione Toscana – I suoni della natura sono cosa viva e possono essere impiegati anche in medicina. Ci sono pagine e pagine di letteratura medica che dimostrano come l'ecologia sonora possa essere applicata in alcune terapie per creare un ambiente favorevole al malato. Noi abbiamo già un progetto per inserirla in alcune strutture sanitarie, tra le quali l’ospedale di Pitigliano, il primo nel quale convivono medicina tradizionale e alternativa».

NATURA - Tra i suoni che saranno campionati e catalogati quelli del Parco naturale della Maremma, con i suoi torrenti, i fruscii particolari provocate da piante autoctone alcune minacciate dall'estinzione. Poi toccherà alla vendemmia, nel Chianti e in altre aree dove i vigneti sono sovrani. E ancora saranno registrati i venti e gli animali delle Dolomiti, gli antichi mercati (Porta Portese a Roma, la Vucceria a Palermo), i suoni dei vecchi mestieri. Ci saranno anche le emozioni sonore delle manifestazioni popolari, come il Palio di Siena, delle risacche dei litorali minacciati dall'erosione, dei barconi di legno sui fiumi oggi sostituiti dai motoscafi in vetroresina. «Uno degli obiettivi del progetto è quello di è far conoscere la dimensione ecologica del suono – continua Pianigiani –. Le domande sono: conosciamo davvero i suoni di Madre Natura? Sappiamo interpretarli? E che effetti o sensazioni ci danno? Dunque, isolare i suoni e imparare a riconoscerli può essere importante anche per creare un mondo migliore».

Marco Gasperetti
SCIENZA E VEDANTA - LA FORMA UMANA
E L'EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA (PARTE QUINTA).
A cura di Andrea Boni.

(La Quarta Parte è consultabile QUI)

I differenti modi di percepire la Verità Assoluta(1).
La Verità Assoluta, ciò che è oltre il piano sensoriale, può essere percepita secondo tre differenti modalità. Ciò è ben espresso nello Shrimad Bhagavatam I.2.11:

Vadanti tat tattva-vidas
Tattvam yaj jnanam advayam
Brahmeti paramatmeti
Bhagavan iti shabdyate

“I saggi che conoscono la Verità Assoluta chiamano questa sostanza unica, al di là di ogni dualità, col nome di Brahman, Paramatma o Bhagavan”.

Bhaktivedanta Swami Prabhupada commentando questo verso afferma:

“La Verità Assoluta è contemporaneamente soggetto e oggetto perché in Essa non c'é alcuna differenza qualitativa. Perciò, Brahman, Paramatma e Bhagavan sono manifestazioni uguali sul piano qualitativo. Questa sostanza unica è realizzata come Brahman impersonale da coloro che studiano [ed interpretano in modo impersonale] le Upanishad, come Paramatma localizzato dagli yogi, come Bhagavan dai devoti, [ovvero da coloro che si rapportano all'Assoluto in termini personali, una Persona con la Quale scambiare sentimenti di intenso Amore e devozione]. Bhagavan, la persona Suprema, rappresenta l'aspetto ultimo della Verità Assoluta [, ovvero la forma più intima e per questo difficilmente accessibile stati rimossi tutti gli ostacoli interiori]. Il Paramatma è la manifestazione parziale del Signore, mentre il Brahman è lo sfolgorio irradiante del Suo corpo, come i raggi che emanano dal corpo del sole. […] Come si è visto nel primo shloka del primo capitolo, la Verità Suprema è sufficiente in sé stessa, possiede la conoscenza perfetta ed è libera da ogni illusione generata dal concetto della relatività. Nel mondo del relativo ciò che conosce è differente da ciò che è conosciuto, mentre sul piano della Verità Assoluta non c'è alcuna differenza. Nel mondo del relativo, chi conosce è l'anima spirituale vivente, o energia superiore, e ciò che è conosciuto è la materia inerte, o energia inferiore. C'è dunque dualità tra l'energia inferiore e l'energia superiore. Sul piano dell'Assoluto, invece, conoscente e conosciuto appartengono entrambi all'energia superiore.” Si tratta di tre forme di energia che emanano da una stessa sorgente, quindi come tali non esistono differenze fondamentali, tuttavia si distinguono differenti qualità di energie. Il Brahman non ha attributi ed è il principio astratto della Verità. E' l'aura che emana dall'energia più intima, quella più profonda, Bhagavan. La Scuola advaita Vedanta ha come scopo la realizzazione di questa forma dell'Assoluto. Facciamo l'esperienza della forma di Paramatma quando si prova un'intensa ispirazione ad esempio in qualche attività scientifica, religiosa o artistica. In tutti questi casi l'ispirazione arriva dal Paramatma, che guida ogni essere vivente dal cuore. E' il Paramatma che indica la via agli uccelli migratori, o quella forma sottile che guida qualsiasi organismo nel suo viaggio all'interno del mondo fenomenico. Bhagavan è la Suprema Persona, l'aspetto più intimo della Verità Assoluta. Può essere realizzato solo da coloro che, avendo compreso l'illusorietà del mondo materiale, avendo inoltre compreso la necessità di dare e ricevere Amore, perché ognuno di noi nella parte più profonda della personalità è Amore, si abbandonano con un atto di intima e sincera devozione all'adorazione di Dio attraverso i principi emanati dal Bhaktiyoga. Tutte le Scuole Vaishnava del Vedanta hanno come scopo la realizzazione di questa forma dell'Assoluto.

(1) Tratto e parzialmente rivisto da un articolo di Bhakti Svarupa Damodara Goswami pubblicato sulla rivista Savijananam, del Bhaktivedanta Istitute.