mercoledì 11 febbraio 2009

COSCIENZA E NATURA
di Andrea Boni.

Le recenti scoperte della fisica moderna hanno evidenziato tutti i limiti del pensiero filosofico occidentale. Quelle che sembravano essere convinzioni consolidate, oggi vacillano sotto l’evidenza di nuove teorie che impongono una re-interpretazione delle relazioni tra corpo, psiche, coscienza e spiritualità.


Con la nascita della fisica classica, del metodo scientifico e nel secolo scorso del pensiero positivista, l’essere umano ha iniziato un percorso di scissione tra le discipline umanistiche e le discipline scientifiche. Il concetto di “metafisica” è stato associato a ad una scienza “non esatta”, in quanto non soggetta a protocolli di sperimentazione e ripetizione, e quindi non dimostrabile con teoremi matematici. Ciò ha inevitabilmente allontanato la filosofia, e come conseguenza la spiritualità, dal vissuto reale di ogni individuo, relegando ogni atto o pensiero religioso ad una mera esperienza di fede. “Si crede perché si ha fede”. Oggi si pensa che la fede sia un puro atteggiamento personale, e come tale sta diventando normale pensare che non deve influire nell’esperienza del vivere comune. Sono allora vietati i simboli religiosi nei luoghi pubblici, proibiti indumenti o vesti religiosi (come recentemente è avvenuto in Francia relativamente al velo islamico), addirittura si offusca il vero significato del Natale (in Inghilterra durante le celebrazioni del Santo Natale sono state eliminate le strenne natalizie dalle strade e ogni riferimento esplicito alla natività, introducendo un nuovo e curioso concetto di “Winter Festival”). Tutto questo è un tipico atteggiamento di una società materialistica, dove viene data eccessiva enfasi alla razionalità e allo sviluppo di facoltà superiori che attingono ad un piano egoico.

Un tale atteggiamento nasce principalmente con l’introduzione della fisica classica, ad opera dei grandi padri quali Cartesio, Galilei, Newton, ecc. Essi, sebbene grandi pensatori e convinti spiritualisti, come tutti i grandi iniziatori delle Scienze umane, fornirono teorie che furono successivamente mal interpretate sul piano filosofico. Una lettura attenta della genesi che ha caratterizzato l’evoluzione della filosofia delle Scienza mostra infatti che la causa principale dello stato attuale fortemente materialistico della nostra società, sia un atteggiamento meccanicistico nei confronti della scienza e della vita in generale. Oggi regna sovrano il pensiero meccanicistico. Secondo tale visione, in tutte le scienze, ogni fenomeno può essere modellato come un sistema in cui, date le condizioni iniziali, è possibile deterimanare con esattezza ogni evoluzione futura. Si pensi, per semplicità, ad un sistema meccanico in cui una massa M, connessa ad una molla, è libera di muoversi in un piano orizzontale. Una volta compressa la molla, determinata l’energia potenziale iniziale in base al coefficiente di compressione della molla stessa e determinato dalle sue caratteristiche tecnologiche, e conosciuto l’attrito del piano su cui scorre la massa, è possibile determinare, attraverso le leggi esposte da Newton, il moto nel tempo della massa M. Questa visione, nata appunto per descrivere la meccanica dei fenomeni fisici, è stata poi estesa a tutti gli altri fenomeni quali la termodinamica, l’elettromagnetismo, l’ottica, la teoria cinetica dei gas, seppur con le dovute modifiche in base ai diversi contesti applicativi. Più recentemente questo approccio è stato applicato anche a studi di biologia e alle neuroscienze, portando alla convinzione, in ultima analisi, che tutti gli esseri viventi non sono altro che “macchine”, con tutte le conseguenze sul piano sociale che sperimentiamo quotidianamente.

Come accennato all’inizio di questo articolo, tuttavia, alcune scoperte legate ai concetti di fisica quantistica hanno messo fortemente in discussione questa visione. Molti scienziati hanno rivisto completamente l’approccio filosofico, mentre altri stanno continuando ad intepretare i risultati della fisica quantisitica su un piano meccanicistico, con salti mortali teorici davvero curiosi e tutto sommato anche divertenti! Il fisico David Bohm ha messo in luce tutti i limiti di tali teorie, ed ha proposto un modello nuovo, con grosse ripercussioni sul piano sociale. Tale modello prevede l’esistenza di due piani su cui si manifestano i fenomeni fisici ed in cui si manifestano due diversi tipi di “ordini”. Essi sono comunemente indicati con “ordine implicito” (o implicato) e “ordine esplicito”. Il primo opera a livello quantico o sub-quantico. Qui la realtà è composta da un tutt’uno, dove di fatto tutte le entità sono tra loro collegate in un flusso continuo di coscienza. La coscienza Universale, e quella individuale, svolgono un ruolo fondamentale nel manifestare gli oggetti su un piano esplicito, dove “apparentemente” si manifestano le differenze di nomi e forme. Gli esseri allora “credono” di vivere esperienze separate, in un mondo definito “illusorio” perché soggetto alle forze entropiche del tempo, e quindi in continua trasformazione, proprio come i mulinelli di acqua di un torrente, che si formano e scompaiono dopo pochi secondi. In realtà, tali esseri sono strettamente collegati, e tutti gli eventi si manifestano come conseguenza di atti positivi o negativi che hanno la loro base nell’ordine implicito. Noi non siamo scollegati gli uni dagli altri, e non siamo scollegati da tutti i fenomeni naturali. Gli sconvolgimenti climatici non arrivano “a caso”, ma a seguito di una deliberata infrazione dell’ordine implicito.

Questa visione così aperta e universale, trova la sua validazione nel concetto di Dharma e di coscienza universale, stupendamente descritti nella letteratura Vedico-Puranica. L’essere moderno, grazie alle scoperte della fisica contemporanea opportunamente interpretate sul piano filosofico, ha la possibilità di riappropriarsi della sua natura ontologica, riscoprendo quegli insegnamenti che sono stati tramandati da millenni dai saggi dell’India classica. Questo Sapere, così ricco e universale, costituisce di fatto l’unica ancora di salvezza per l’uomo di oggi, così perso nelle reti della razionalità, che possono essere superate riscoprendo l’importanza del piano trascendente. Allora la spiritualità non diventa più un mero atto di fede, ma un’esperienza viva e reale, capace di modificare le coscienze e di portare visione e illuminazione.

Per approfondire:
M. Ferrini, L’uomo tra Terra e Cielo, Seminario residenziale, Luglio 2005.
D. Bohm, Casualità e Caso nella Fisica Moderna, TEA .
SCIENZA, RELIGIONE E SPIRITUALITA':
CLONAZIONE E BIOETICA VEDICA
di Andrea Boni.

Due uomini anziani in pensione, Max e Jake, spendono ogni ora del loro tempo ad immaginare come può essere la vita dopo la morte. Ansiosi di ottenere una risposta, fanno un patto, secondo cui il primo che andrà nel mondo ultraterreno dovrà trovare un modo veloce per comunicare con l'amico ancora operante nel mondo fenomenico e descrivere i dettagli della vita oltre la vita. Dopo alcuni anni di dibattiti e speculazioni varie, Max lascia il corpo, e Jake prontamente prende postazione vicino al telefono in attesa di notizie dall'amico scomparso. Passa un giorno, una settimana, un mese, sei mesi, ma non arrivano notizie da Max. Ma proprio quando Jake inizia a disperare - 'forse non c'é nessun mondo ultraterreno ...' - il telefono suona:

'Ciao Jake! Sono Max!'
'Max! Ma dove sei stato tutto questo tempo? Ero terribilmente preoccupato!'
'Mi spiace veramente, Jake, ma ho avuto problemi a trovare un telefono.'
'Ok, non importa Max, ma dimmi, dimmi, com'é la vita li?'

'Bene, ora ti racconto la mia giornata tipo. Solitamente faccio un buon riposo – 11 o 12 ore. Mi alzo al sorgere del sole, faccio un pochino di stretching, eseguo le mie abluzioni e faccio una passeggiata. Faccio una buona colazione. Dopo colazione mi rilasso un po' contemplendo il paesaggio e in men che non si dica è già ora di pranzo. Il pranzo è delizioso e abbondante, così dopo pranzo faccio un piccolo riposino. Mi alzo rigenerato, e passeggio un po' lungo il lago, faccio una nuotatina e arriva subito l'ora di cena. Faccio una cena leggera, seguita da una breve passeggiata e mi godo il tramonto. Quindi sono pronto per riposare altre 12 ore!'.

'Ma Max! Questo sembra Miami non il paradiso!'
'Paradiso? Jake, chi ha parlato di Paradiso? Sono nel Montana e sono un bufalo!'. (1)

Oggi giorno c'è un gran parlare della vita umana in senso lato e di come la tecnologia e le scienze biomediche stanno cercando di modificare in meglio (o in peggio?) il corso della nostra esistenza. E purtroppo c'è poco da ridere. Il livello di maturazione tecnologico raggiunto è già oggi ben al di là della semplice terapia o prevenzione, e di fatto stiamo raggiungendo limiti bioetici preoccupanti in grado di trasformare la stessa natura umana. Possiamo notare come oggi le naturali relazioni tra sesso e procreazione, indentità e personalità, sono state profondamente alterate dalle nuove tecnologie biomediche. La pillola anticoncezionale, la fecondazione in vitro, la clonazione, l'ingegneria genetica, lo scambio di organi, la generazione di organi di ricambio, le droghe per aumentare le prestazioni in generale, microchip installati nella mente, il Ritalin per i giovani (2), il Viagra per gli anziani (e non solo ...), il Prozac per tutti. Questo è uno scenario davvero preoccupante che purtroppo sta passando pressoché inosservato perché leggi ad hoc lo stanno rendendo 'normale'. Ma come ben sappiamo non è assolutamente detto che ciò che è legale sia anche giusto.

Oggi mi vorrei in particolare soffermare sul problema della clonazione. Lo spunto è venuto da un recente articolo apparso su Repubblica che riporto di seguito.

ROMA - Potrebbe essere un 'gigantesco passo in avanti' (così sostiene il britannico The Independent) verso la clonazione umana, il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori statunitensi che è riuscito, per la prima volta, a creare decine di embrioni clonati da scimmie macaco adulte (Macacus Rhesus), in quanto primati i nostri cugini più prossimi. La sintesi del lavoro, compiuto dall'equipe guidata dal biologo di origine russa Shoukhrat Mitalipov, dell'Oregon National Primate Research Centre di Beaverton, sarà pubblicata sul settimanale scientifico Nature. La notizia, che circolava già da mesi negli ambienti scientifici, è stata ufficializzata all'interno di un rapporto dell'Istituto di ricerca avanzata delle Nazioni Unite, reso pubblico sabato scorso. E confermata da Alan Trouson della Monash University di Melbourne, uno dei maggiori specialisti delle tecniche di clonazione. E' la prima volta che gli scienziati riescono a creare embrioni clonati vitali da una scimmia adulta, in questo caso di 10 anni. Nel resoconto, che sarà pubblicato su Nature a fine mese, i ricercatori dimostrano di essere stati in grado di estrarre cellule staminali da alcuni degli embrioni clonati, e di aver estratto, da essi, cellule staminali fatte trasformare in tessuti cardiaci e nervosi. Gli scienziati avrebbero anche provato, ma senza successo, a impiantare circa cento embrioni clonati nell'utero di una cinquantina di macachi femmina, madri surrogate. Un tentativo non riuscito, ma forse solo un episodio sfortunato, visto che nel 1996 per creare la pecora Dolly, primo clone di un mammifero adulto, furono necessari 277 tentativi. Mitalipov, in attesa di svelare i particolari della ricerca, durante un simposio qualche mese fa ha anticipato ai colleghi di essere riuscito a creare due linee di cellule staminali da 20 embrioni clonati. Gli esperimenti avrebbero dimostrato che si tratta di autentici cloni. Secondo Alan Trounson, che ne ha parlato a The Independent, il successo di Mitalipov rappresenterebbe il passo avanti lungamente atteso: nonostante numerosi tentativi, infatti, nessuno finora era riuscito a produrre embrioni clonati di primati da cellule adulte. 'I risultati di Mitalipov provano quanto sia valida la 'teoria dei primati', ovvero che essi rispondono ai requisiti necessari. Ora è possibile andare avanti, e prendere seriamente in considerazione quanto è possibile ottenere con gli umani'. (La Repubblica, 12 novembre 2007)

Questo articolo ci ricorda in modo drammatico quanto sia sempre più radicata nell'animo umano la volontà di sfidare la Natura, ed imporre così leggi ed evoluzioni.

Un recente articolo apparso sul New York Times, ha contribuito a rendere questo scenario già di per sé inquietante, ancora più surreale e drammatico (3). Esso è indice del livello di confusione raggiunto in quest'epoca che, ricordiamoci, corrisponde a Kali yuga, ovvero, appunto, all'era della confusione, del conflitto e dell'ipocrisia. Secondo tale articolo oggi sarebbero proprio i paesi occidentali quelli a porre dei limiti alla clonazione, limiti imposti da ragioni etiche riconducibili a motivazioni religiose della tradizione Giudaico-Cristiana. Secondo tale tradizione, afferma l'autore dell'articolo, poiché la tradizione Giudaico-Cristiana crede nell'esistenza di un unico Dio creatore, che genera gli esseri umani “inserendo” in essi l'anima, l'uomo non può sostituirsi a Dio creando dei nuovi individui, compito che può appunto essere assolto solo dal Supremo Creatore. Per quanto riguarda animali e piante, invece, si può procedere poiché in esse non è presente l'anima. Secondo l'autore, invece, il futuro dell'ingegneria genetica e della clonazione in particolare, sarà nei paesi Orientali, nella fattispecie in Cina, Singapore e India, poiché lì, anche grazie alla particolare visione religiosa, non vengono posti vincoli etici, anzi la clonazione ben si adatta al concetto di reincarnazione così radicato nella società. Molti scienziati addirittura stanno lasciando i centri di ricerca in Europa e Stati Uniti per unirsi a gruppi che operano in Oriente, poiché in quei Paesi è possibile trovare mezzi e libertà nella ricerca. E' il caso di Nency Jenkins e Neal Copeland, che hanno lasciato Il National Cancer Institute, per trovare posto in un Centro a Singapore. Sembra che l'Asia offra ai ricercatori laboratori nuovi, poche restrizioni e una differente visione della Divinità e della vita dopo la morte. L'autore dice, citando un recente libro dal titolo “Challenging Nature”4 ad opera del Prof. Lee M. Silver, docente di biologia molecolare presso la Princeton University, che in molti paesi di tradizione Buddista e Induista è presente una visione religiosa secondo cui non esiste un singolo Dio creatore, ovvero: o non esiste Dio (tradizione Buddista) o esistono molti Dei (tradizione Induista) e quindi non c'è un piano Superiore per quanto riguarda la creazione e l'Universo in generale. Gli esseri viventi, eterni, invece, in virtù del loro karma, vagano di esistenza in esistenza, e quindi è accettata la ricerca sugli embrioni e sulla relativa clonazione.

Tutto ciò appare spaventoso e terribilmente fuorviante.

Dai testi della Tradizione sappiamo che la Cultura Indovedica è basata su un rigoroso monoteismo polimorfo, in cui l'unico Dio Creatore si manifesta in molteplici forme, con infiniti attributi e qualità. L'essere individuale, particella della Persona Suprema originaria, si trova incapsulata nella materia e vaga a seconda del suo karma in tutte le possibili forme di vita (umana, animale, vegetale). Sono gli atti compiuti che determinano la matrice e la sperimentzione di bene e male.

purusha prakriti-stho hi
bhunkte prakriti-jan gunam
karanam guna-sango 'sya
sad-asad-yoni-janmasu

"Così l'essere vivente segue, nell'ambito della materia, i diversi modi di vita e gode delle tre influenze della natura materiale. Ciò è dovuto al contatto con questa natura. Incontra così il bene e il male nelle varie specie” (Bhagavad Gita XIII.22)

Attraverso la clonazione, quindi, gli scienziati non fanno altro che duplicare il patrimonio genetico di un corpo che sarà utilizzato da un essere il quale avrà maturato il karma 'adatto' a quella particolare matrice (yoni). La clonazione non potrà mai, tuttavia, dare origine a due esseri esattamente uguali, perché la struttura psichica, che determina il carattere ed in ultima analisi il destino, non dipende dal patrimonio genetico, ma dall'esperienza accumulata nel corso di innumerevoli nascite e morti (samsara).

Ciò che sta cercando di attuare l'uomo oggi, sfidando le leggi della Natura, può essere riassunto in una sfida al dharma, alla legge cosmica universale. Poiché l'infrazione del dharma è la causa principale di squilibri psichici, gli atti commessi oggi, attraverso un atteggiamento presuntuoso ed arrogante, non fanno altro che aumentare e peggiorare il karma individuale e collettivo, creando così le basi per la formazione di un ambiente psichico inquinato ed instabile, che in ultima analisi provoca malessere, depressione e in generale stili di vita sempre più degradati.

Le Scritture Sacre ci invitano invece alla ricerca interiore, ad una sana vita basata sull'introspezione e sul rispetto di valori etici elevati, che consentono il raggiungimento di livelli di consapevolezza superiori tali da poter comprendere le sottili leggi che regolano l'Universo, e il Progetto Divino che sottende alla creazione materiale. Ciò, in ultima analisi, facilita l'unione (yoga) con Dio, portando così amore, compassione e misericordia per creato, creature (tutte) e Creatore.


1. http://www.manhattan-institute.org/html/wl2007.htm

2. Il metilfenidato (MPH) è un analogo delle anfetamine, stimolante utilizzato in medicina per il trattamento del disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività (ADHD) in bambini e in adulti. È commercializzato negli Stati Uniti sotto il nome di Ritalin, Ritalina, Concerta (capsule a rilascio prolungato), Metadate, Methylin e RubifenIn Italia è possibile venderlo dall'otto marzo 2007, la data nella quale è stata dato il via libera alla vendita sotto prescrizione medica.

3. http://www.nytimes.com/2007/11/20/science/20tier.html?pagewanted=1

4. http://www.leemsilver.net/challenging/top/biosketch.htm

lunedì 9 febbraio 2009

L'UNIVERSO COMPUTAZIONALE
di Andrea Boni.

Il Bhagavata Purana è uno dei testi fondamentali della cultura Indovedica. In esso sono descritti gli infiniti mondi, le sofferenze e le debolezze dell'uomo. In esso è descritta la relazione di amore tra Dio, il creato e le creature.

Il primo verso del Bhagavata Purana è molto significativo e recita:

I miei rispettosi omaggi a Shri Krishna, figlio di Vasudeva, che è Dio, l'onnipresente Persona Suprema. Medito su Shri Krishna, la Verità Assoluta, la causa prima di tutte le cause della creazione, mantenimento e distruzione di tutti gli universi manifestati. Egli è direttamente e indirettamente cosciente di tutte le cose manifeste ed è indipendente perché non c'è altra causa al di là di Lui. In origine, Lui e nessun altro insegnò la conoscenza vedica al primo essere creato, Brahmaji, nel suo cuore. Per Suo volere, questo mondo, semplice miraggio, assume un aspetto tangibile anche per i grandi saggi ed esseri celesti. Per Suo volere, gli universi materiali, prodotti illusori delle tre influenze della natura, appaiono come l'immagine stessa della realtà. Medito dunque su di Lui, Shri Krishna, che è la Verità Assoluta, eternamente vivente nel Suo regno trascendente, per sempre libero dalle illusorie manifestazioni del mondo materiale.

Mi sono imbattuto per la prima volta in questo testo, ed in questo verso in particolare, nel 2002. Da allora l'ho riletto tantissime volte, ed ogni volta suscita in me nuove emozioni, ed è portatore di una profonda ispirazione. In esso è possibile trovare ogni spiegazione alle domande irrisolte del genere umano, poiché descrive la Realtà Assoluta, Shri Krishna, come la causa di tutte le cause, per opera del Quale, questa manifestazione, uno tra gli infiniti mondi, appare come semplice miraggio della Realtà. E' su questa frase che mi vorrei soffermare relativamente alla riflessione riportata in questo articolo.

Recentemente, a seguito di un cambiamento radicale che mi ha caratterizzato nel profondo, ho preso la decisione di abbandonare la carriera universitaria per abbracciare a tempo pieno gli studi e la divulgazione della Cultura Indovedica presso il Centro Studi Bhativedanta, sotto la cura del Prof. Ferrini. Il mio senso del dovere mi ha tuttavia spinto a mantenere alcuni Corsi presso l'Università per questo anno accademico. Nel corso di una recente permanenza presso la mia Università di origine, sono stato avvicinato da un collega ricercatore, che mi ha chiesto spiegazioni circa questa mia nuova scelta di vita. Dopo aver sentito la strada che ho deciso di intraprendere, ed i miei nuovi interessi di ricerca, mi ha subito raccontato le sue nuove scoperte ed i suoi studi, che fanno parte di un mondo affascinante, quello dell'Universo Computazionale.

Oggi molti fisici sono concordi nell'affermare che questo Universo si può descrivere come un immenso computer, in cui la materia è l'hardware e gli esseri senzienti i processi. Questa nuova ad affascinante visione deriva dagli studi della fisica del secolo scorso, ed in particolare dalla teoria della relatività speciale e generale di Einstein, e dalla teoria quantistica. Una opportuna interpretazione congiunta del significato delle due, sulla quale stanno lavorando molti ricercatori come Seth Lloyd del MIT1, può ragionevolmente portare prossimamente alla cosiddetta “Teoria del Tutto” (The Theory of Everything) che, secondo autorevoli scienziati, può spiegare qualsiasi fenomeno fisico e dare risposte ai tanti quesiti del genere umano. Già oggi gli scienziati più coinvolti in queste ricerche azzardano risposte.

L’obiettivo di tali scienziati è quello di far cambiare il punto di vista conseguenza di anni di determinismo scientifico e filosofico: l’universo, secondo loro, è un gigantesco computer quantistico che calcola la sua evoluzione. 
La chiave è nella relazione tra energia, entropia e informazione: se l’universo è composto da una trama di energia, radiante e materica, e se questa per il primo principio della termodinamica si trasforma ma non si distrugge; e se l’entropia viene vista come la quantità di informazione indisponibile (quasi sempre) per il calcolo dell’evoluzione dell’universo, allora energia ed informazione sono le due facce in cui si esprime l’intero cosmo: l’energia si trasforma e l’informazione non può mai diminuire. L’Energia serve a fare qualcosa (cosa?) mentre l’Informazione dice cosa fare. Un sistema che ha entropia alta ha una mole d’informazione inutile. Un gas nel palloncino calcola una mole enorme di dati sugli urti tra atomi, ma questo calcolo non porta a nulla: una specie di programma che gira e gira senza scopo. 
Ben diverso invece il caso di una molecola di fruttosio all’interno di una mela.
 Questo ben ordinato gruppo di atomi ha entropia e informazione bassa, molto bassa paragonata al gas del palloncino, e con essa si possono fare tante cose utili. Per esempio mangiarla e con l’energia chimica contenuta utilizzarla per uno scopo specifico (quale?)
. Noi allora siamo tentati: potremmo dire che la vita, con la sua capacità di aumentare l’informazione organizzata, contribuisce a rendere disponibile l’energia e ad abbassare l’entropia del sistema? E’ solo questo lo scopo della vita? Una subroutine del computer quantistico universale, capace d’immagazzinare ed evolvere l’informazione, conducendo programmi sempre più sofisticati, addirittura autocoscienti ed autoanalizzanti?

Gli scienziati stanno andando oltre, e con questa interpretazione hanno stabilito che l'Universo è proprio come un programma in cui gli esseri giocano il ruolo dei processi. Esistono tanti processi concorrenti che possono cooperare tra loro, oppure svolgere il proprio compito in autonomia, in un contesto ampio e tipico di una “simulazione”, dove la coscienza del singolo interviene in un flusso continuo di coscienza per creare la situazione futura del gioco stesso. In sintesi, l'intepretazione che viene data a questo mondo è quella di una immensa realtà virtuale (non perdiamo di vista il verso meraviglioso del
Bhagavatam, anzi stampiamolo e teniamolo costantemente sulla nostra scrivania ...), una immensa simulazione di un programma scritto da “qualche essere più evoluto”. Eh si, secondo tali scienziati, lo studio approfondito della Meccanica Quantistica e le sue connessioni con la relatività generale e speciale, ha portato a concludere che questa che stiamo sperimentando è solo una realtà di secondo livello (l'ordine esplicito), immagine di una relatà di un livello più profondo (l'ordine implicito). Finalmente stanno capendo che c'è dietro l'intelligenza di “qualche” creatore, ma a questo punto regna la confusione.

Vi consiglio la lettura di un articolo apparso sulla rivista Philosophical Quarterly nel 2003, ad opera del Prof. Nick Bostrom, docente di Filosofia presso la Oxford University. Lì opera come Direttore del “Future of Humanity Institute”. E' una personalità molto quotata, e i suoi studi sono apparsi su numerose riviste di divulgazione scientifica e commentati in televisione. Ha aperto anche un sito: “The simulation Argument” (http://www.simulation-argument.com/), dove è possibile trovare molto materiale, tra cui il suddetto articolo. In tale articolo, dal titolo “Are You Living in a Computer Simulation?” (“Stai vivendo in una Simulazione al Computer?”), mostra come sia altamente probabile che tutti noi stiamo vivendo come in una simulazione programmata opportunamente da esseri più evoluti.

Il prof. Bostrom, e come lui tanti altri ricercatori, sta arrivando a delle conclusioni oggettive conseguenza di studi e ricerche nel campo della fisica che tuttavia sono solo parziali (e anche bizzarre). Il Bhagavata Purana con millenni di anticipo, ci parla di questa realtà come di un'immagine, un'illusione, un riflesso di una realtà più profonda, quella spirituale. Gli esseri senzienti, i jiva, giocano il ruolo di “processi” nel bizzarro Universo Computazionale, che è progettato dall'Essere Supremo come strumento di evoluzione. I jiva, con il loro libero arbitrio, possono decidere le nuove mosse, il nuovo percorso della simulazione, e possono decidere verso il bene come verso il male. Tuttavia, il bene o il male non sono conseguenza di una decisione a priori del Programmatore, ma certamente fanno parte del gioco, perché tutto è volto alla comprensione della nostra reale natura. Il gioco termina solo quando riusciamo davvero a comprendere queste dinamiche sottili e la nostra eterna relazione con la Causa di tutte le cause, e solo allora, quando riusciremo ad assumere un'attitudine di abbandono nell'amore Divino, il mondo con il suo hardware-materia non apparirà più come tale davanti ai nostri occhi, e vedremo così apparire la parola “Game Over” sullo schermo dell'Universo Computazionale.

Per Saperne di più:
Marco Ferrini, Coscienza e Origine dell'Universo, Edizioni CSB.
Nick Bostrom, “The Simulation Argument”, http://www.simulation-argument.com/
Seth Lloyd, “Il Programma dell'Universo”, Einaudi, 2006.
Giorgio Fontana, “Why We Live in the Computational Universe”, http://arxiv.org/abs/physics/0511157