Visualizzazione post con etichetta big-vision. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta big-vision. Mostra tutti i post

martedì 24 novembre 2009

SCIENZA E VEDANTA - LA FORMA UMANA
E L'EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA (PARTE DECIMA).
A cura di Andrea Boni.

(La Nona Parte è consultabile QUI)

La Big-Vision.
La teoria della Big-Vision(1) è stata così coniata dal Dr. Singh (Bhaktisvarupa Damodara Swami) per indicare le cause dell'origine, della creazione e della manifestazione dell'Universo secondo gli insegnamenti del Vedanta. Nello Shrimad Bhagavatam viene riportata una conversazione molto importante tra due grandi persone sante – Maitreya muni e Vidura. Vidura non era completamente felice sebbene appartenesse alla famiglia della dinastia dei Pandava. Così, nel corso del suo importante pellegrinaggio durante la battaglia di Kurukshetra, avvicinò uno dei più importanti saggi, Maitreya appunto, al fine di porgli domande circa il senso della vita, della creazione e Dio. Le risposte di Maitreya furono di grande conforto per Vidura, e tale conversazione costituisce la base del modello noto come Big-Vision:

Vidura disse: “O Grande saggio, in questo mondo tutti si impegnano in attività interessate per ottenere la felicità, ma non trovano né la soddisfazione né il sollievo alle sofferenze, anzi, con queste attività non fanno altro che aggravare la loro situazione. Ti prego dunque, indicaci la via della vera felicità” (Shrimad Bhagavatm III.5.2).

La ricerca della felicità è l'obiettivo ultimo di ogni essere vivente. Tutti cercano la felicità, e quindi la creazione cosmica deve possedere intrinsecamente un principio potenziale in base al quale ogni essere vivente può ottenere il reale successo: l'ottenimento della felicità. Il concetto centrale nella teoria della big-vision è quello secondo cui l'Universo è stato creato con lo scopo di consentire ad ogni essere vivente di potersi emancipare al fine di riacquisire la propria natura ontologica. Anche alcuni eminenti scienziati hanno intuito che deve esserci uno scopo nella nascita dell'Universo. Roger Penrose afferma: “Direi che l'Universo ha uno scopo. Non è li solo per caso”. Il Prof. George Wald, premio nobel in Biologia, dice:”La grande disparità di massa che sussiste tra i nucleoni e gli elettroni è una delle condizioni necessarie per la vita. Pressoché l'intera massa di un atomo è posizionata nel nucleo e mantiene la sua posizione indipendentemente da come gli elettroni si muovano attorno ad esso. Ciò è l'unica ragione per la quale qualsiasi cosa nell'Universo sta insieme. Se i protoni e i neutroni avessero una massa simile a quella degli elettroni, poiché una tale situazione provocherebbe una rotazione reciproca degli uni intorno agli altri, tutta la materia nell'universo sarebbe fluida”. Charles Townes, premio Nobel in Fisica, afferma che ci sono costanti uniche del nostro Universo. Se il valore di queste costanti fossero anche solo leggermente differente l'Universo sarebbe completamente diverso. Ciò induce a pensare che questa manifestazione cosmica è davvero speciale ed ha uno scopo ben preciso. Tutte queste affermazioni supportano indirettamente la visione Vedantica della Big-Vision.

Secondo il Vedanta lo scopo che sta dietro a questa manifestazione del mondo materiale è dunque risvegliare in ciascun essere vivente la bhakti, lo yoga dell'amore che ognuno possiede da sempre (si considerino in tal senso i primi sutra del Narada bhaktisutra) in quanto sua caratteristica costituzionale:

Svayam phala-rupeti brahma-kumarah.

“Il figlio di Brahma [Narada] afferma che la bhakti è il frutto di se stessa”

La Bhakti è la qualità devozionale sublime che connette l'individuo con lo Spirito Supremo, Dio, con la più profonda umiltà e offrendo un servizio incondizionato, ovvero non motivato egoicamente. Facendo un uso distorto del libero arbitrio, gli esseri viventi, sotto l'influenza del falso ego, agiscono con il desiderio di dominare la natura materiale, ma così facendo, paradossalmente, ne rimangono sempre più coinvolti. Quando una persona capisce la transitorietà del mondo e interrogandosi circa la sua falsa posizione comprende che non potrà mai ottenere la vera felicità se persiste nell'azione egoica, allora comincia a porsi delle domande: “Dove ho sbagliato? Come posso ottenree la vera felicità?” Questo è il primo passo per avvicinarsi ad una entità Superiore. Questa richiesta di comprensione costituisce il vero punto di svolta nella vita di ogni individuo.

(1) Bhakti Svarupa Damodara Goswami, Savijnanam, N. 2, Rivista del Bhaktivedanta Institute.

lunedì 16 novembre 2009

SCIENZA E VEDANTA - LA FORMA UMANA
E L'EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA (PARTE NONA).
A cura di Andrea Boni.

(L'Ottava Parte è consultabile QUI)

La visione Vedantica circa l'origine dell'Universo
.

Secondo il Vedanta, quindi, la creazione, il mantenimento e la dissoluzione dell'Universo sono gestite sotto la supervisione della Coscienza Suprema, Dio, Shri Krishna. Si potrebbe pensare che accettando Dio come la fonte della creazione dell'Universo, qualsiasi speculazione scientifica o qualsiasi nuova teoria scientifica sarebbe inutile. In realtà secondo il Vedanta la “sfida” scientifica rimane soprattutto nel capire lo scopo che sta dietro alla creazione. Comprendendo ciò è così possibile realizzare il significato e lo scopo della vita umana. Nel Vedanta lo studio della coscienza è alla base di tutto, compreso la creazione e lo scopo della nascita dell'universo. Il Vedanta indica che la Coscienza Suprema, che è appunto Suprema tra tutti gli esseri coscienti, manifesta se stessa nelle Sue varie forme con lo scopo di creare. Le entità viventi, atman, sono eterni e sono Sue espansioni separate differenti e non differenti allo stesso tempo:
Mamaivamsho jiva-loke
Jiva-bhutah sanatanaha
Manh-shashthanindriyani
Prakriti-sthani karshati
“Gli esseri viventi, in questo mondo di condizioni, sono Miei frammenti eterni, ma essendo condizionati lottano duramente con i sei sensi, tra cui la mente” (Bhagavad Gita XV.7) L'atman è pertanto qualitativamente uno con il Supremo, tuttavie Egli è conscio di qualsiasi cosa, mentre i songoli frammenti sono cosci solo di se stessi. Un attento studio della cosmologia vedantica fornisce le fondamenta della relazione naturale tra Dio e gli esseri individuali, tra l'uomo e le altre forme di vita, tra l'uomo e l'ambiente. Tali fondamenta costituiscono l'essenza dell'etica globale, e sono necessarie per uno sviluppo coscienziale sostenibile. La manifestazione cosmica nasce da una energia Divina (la materia) che dal Divino è comunque separata, e ciò è possibile per opera del tempo (kala), che è una caratteristica impersonale di Dio stesso. Dio, la Persona Suprema, è la fonte e la causa di tutto (sarva karana karanam). Nella Bhagavad Gita (X.8) Shri Krishna dice ad Arjuna, Suo amico e devoto, “Sono la fonte di tutti i mondi spirituali e materiali. Tutto emana da Me” (aham sarvasya prabhavo). Prima di descrivere i cicli cosmici della creazione, del mantenimento e della dissoluzione dell'universo secondo la prospettiva vedantica, occorre comprendere il modello noto come “Big-Vision”, in contrapposizione al modello noto come “Big Bang”.

(Tratto da un articolo di Bhaktisvarupa Damodara Swami apparso sul numero 2 della rivista Savijnanam del Bhaktivedanta Institute).